Cos'è la messa in mora
La messa in mora è l'atto formale, previsto dall'art. 1219 del Codice civile, con cui intimi ufficialmente al cliente il pagamento di una fattura insoluta. A differenza di un sollecito qualsiasi, produce due effetti concreti: fa decorrere gli interessi di mora e interrompe la prescrizione del credito. È il passaggio che precede, se necessario, il decreto ingiuntivo.
Gli effetti giuridici
A differenza di un sollecito informale, la messa in mora produce effetti concreti dal momento in cui il debitore la riceve.
- Costituisce in mora il debitore (art. 1219 c.c.): da quel momento è formalmente inadempiente.
- Fa decorrere gli interessi di mora sull'importo dovuto, anche nei rapporti in cui non scattavano in automatico.
- Interrompe la prescrizione (art. 2943 c.c.): il termine si azzera e riparte da capo, allontanando il rischio che il credito diventi inesigibile.
Cosa deve contenere la lettera
- Le parti. Nome del creditore e del debitore.
- Il credito. Numero e importo della fattura, data di scadenza, giorni di ritardo.
- Interessi e costi. Gli interessi di mora e i 40 € di costi di recupero, con il totale dovuto.
- La diffida e il termine. La richiesta di pagare entro un termine preciso (in genere 15 giorni) e il richiamo all'art. 1219 c.c.
Come inviarla
Per avere data certa, la messa in mora va inviata via PEC o raccomandata A/R: sono i due canali che danno prova del ricevimento. La PEC è immediata e senza costi di spedizione quando il destinatario ha una casella certificata, obbligatoria per imprese e professionisti; verso un privato che non ha PEC si usa la raccomandata A/R. Prima di arrivare qui, però, spesso basta molto meno: un sollecito di pagamento gentile su WhatsApp risolve la maggior parte dei ritardi. La guida fattura non pagata, cosa fare spiega l'intera sequenza.
Dopo la messa in mora: il decreto ingiuntivo
Se il termine concesso scade senza pagamento, il passo successivo è il decreto ingiuntivo: con l'aiuto di un legale si chiede al giudice di ingiungere il pagamento, e la fattura accettata è prova scritta sufficiente (art. 633 c.p.c.). Il debitore ha in genere 40 giorni per fare opposizione; se non lo fa, il decreto diventa esecutivo. Nella maggior parte dei casi, però, la messa in mora basta a farsi pagare senza arrivare in tribunale. La guida sollecito, messa in mora e decreto ingiuntivo mette a confronto i tre gradini.
Domande frequenti
Che cos'è la messa in mora?
La messa in mora (o costituzione in mora) è l'atto formale, previsto dall'art. 1219 del Codice civile, con cui il creditore intima ufficialmente al debitore il pagamento di quanto dovuto. A differenza di un sollecito informale, fa decorrere gli interessi di mora e interrompe la prescrizione del credito.
Come si scrive una lettera di messa in mora?
Deve indicare con chiarezza creditore e debitore, il credito (numero e importo della fattura, data di scadenza), la richiesta esplicita di pagamento entro un termine preciso, e il richiamo all'art. 1219 c.c. Lo strumento qui sopra la compila per te con questi elementi, inclusi interessi e costi di recupero.
Come va inviata la messa in mora?
Per avere data certa va inviata tramite PEC oppure raccomandata A/R. Sono i canali che danno prova del ricevimento, indispensabile perché l'atto produca i suoi effetti (decorrenza degli interessi e interruzione della prescrizione).
Quale termine concedere per il pagamento?
Di norma si concede un termine breve ma ragionevole, in genere 15 giorni dal ricevimento. Il fac simile generato dallo strumento usa proprio questo termine, che puoi modificare prima di inviare.
La messa in mora include gli interessi?
Sì. La lettera generata riporta gli interessi di mora calcolati secondo il D.Lgs. 231/2002 (saggio del primo semestre 2026: 10,15%) e, se lo attivi, il risarcimento forfettario di 40 euro per i costi di recupero, con il totale dovuto aggiornato a oggi.
La messa in mora si può inviare via email o WhatsApp?
Un'email semplice o un messaggio WhatsApp non danno prova certa del ricevimento, quindi non sono adatti per gli effetti pieni della messa in mora: per quelli servono la PEC o la raccomandata A/R. WhatsApp resta invece ottimo per i solleciti nelle fasi precedenti, quando l'obiettivo è solo farsi leggere.
Serve un avvocato per la messa in mora?
No. La messa in mora è una lettera, non un atto giudiziario: puoi scriverla e inviarla da solo, per esempio con il fac simile qui sopra. L'avvocato diventa utile nel passaggio successivo, il decreto ingiuntivo, se il credito resta insoluto.
Quanto costa inviare una messa in mora?
Inviarla da soli costa pochissimo: la PEC è compresa nel canone della casella, la raccomandata A/R poche euro. Diventa più onerosa solo se ti affidi a un legale, passaggio che di norma serve dal decreto ingiuntivo in poi.
Riferimenti normativi
Il modello è generico e non costituisce consulenza legale. Per il recupero del credito e i casi formali rivolgiti a un professionista. Calcola gli interessi di mora.