Gratis, senza registrazione

Messa in mora: il fac simile da compilare

Compila i dati della fattura e ottieni la lettera di messa in mora pronta, ai sensi dell'art. 1219 c.c., con interessi di mora e costi di recupero già calcolati. La copi o la scarichi in PDF.

Aggiornato il 3 luglio 2026

I dati della fattura

Compila i campi: calcolo e lettera si aggiornano mentre scrivi.

Scaduta da 60 giorni

Lascia vuoto se non ancora pagata; gli interessi maturano fino a questa data.

Milano, 20 agosto 2026 Raccomandata A/R, anticipata via PEC Spett.le Marco Bianchi Oggetto: costituzione in mora e diffida ad adempiere - Fattura n. 142 Con la presente, Giulia Verdi, in qualità di creditore, La invita formalmente al pagamento dell'importo dovuto e non ancora corrisposto, di seguito dettagliato: - Fattura n. 142, di importo pari a 1200 €, scaduta il 21 giugno 2026; - giorni di ritardo alla data odierna: 60; - interessi di mora ex D.Lgs. 231/2002 (saggio di legge, variabile per semestre): 19,69 €; - risarcimento forfettario per i costi di recupero, ex art. 6 D.Lgs. 231/2002: 40,00 €; - totale dovuto alla data odierna: 1259,69 €. La presente vale quale formale costituzione in mora ai sensi e per gli effetti dell'art. 1219 del Codice civile, con conseguente decorrenza degli interessi di mora e interruzione dei termini di prescrizione. La invito pertanto a corrispondere quanto dovuto entro e non oltre 15 (quindici) giorni dal ricevimento della presente, mediante bonifico bancario sull'IBAN IT60 X054 2811 1010 0000 0123 456, indicando nella causale "Pagamento fattura n. 142". Decorso inutilmente detto termine, mi vedro costretto/a a tutelare le mie ragioni nelle competenti sedi giudiziarie, ricorrendo se del caso al procedimento per decreto ingiuntivo, con ogni conseguenza di legge e addebito di ulteriori spese e interessi. In attesa di un cortese e sollecito riscontro, porgo distinti saluti. Giulia Verdi _______________________ (firma)

Il calcolo applica il saggio di legge vigente in ciascun semestre di ritardo (oggi 10,15%). Modello generico, non costituisce consulenza legale: per la messa in mora valgono la PEC o la raccomandata A/R.

Meglio ancora: non arrivarci, alla messa in mora.

Saldami si collega a Fatture in Cloud, trova le fatture scadute e manda il sollecito su WhatsApp col tuo tono, prima che servano interessi e lettere. E si ferma da solo nel momento esatto in cui il cliente paga.

Solo 4 € a fattura recuperata.

Cos'è la messa in mora

La messa in mora è l'atto formale, previsto dall'art. 1219 del Codice civile, con cui intimi ufficialmente al cliente il pagamento di una fattura insoluta. A differenza di un sollecito qualsiasi, produce due effetti concreti: fa decorrere gli interessi di mora e interrompe la prescrizione del credito. È il passaggio che precede, se necessario, il decreto ingiuntivo.

Gli effetti giuridici

A differenza di un sollecito informale, la messa in mora produce effetti concreti dal momento in cui il debitore la riceve.

  • Costituisce in mora il debitore (art. 1219 c.c.): da quel momento è formalmente inadempiente.
  • Fa decorrere gli interessi di mora sull'importo dovuto, anche nei rapporti in cui non scattavano in automatico.
  • Interrompe la prescrizione (art. 2943 c.c.): il termine si azzera e riparte da capo, allontanando il rischio che il credito diventi inesigibile.

Cosa deve contenere la lettera

  • Le parti. Nome del creditore e del debitore.
  • Il credito. Numero e importo della fattura, data di scadenza, giorni di ritardo.
  • Interessi e costi. Gli interessi di mora e i 40 € di costi di recupero, con il totale dovuto.
  • La diffida e il termine. La richiesta di pagare entro un termine preciso (in genere 15 giorni) e il richiamo all'art. 1219 c.c.

Come inviarla

Per avere data certa, la messa in mora va inviata via PEC o raccomandata A/R: sono i due canali che danno prova del ricevimento. La PEC è immediata e senza costi di spedizione quando il destinatario ha una casella certificata, obbligatoria per imprese e professionisti; verso un privato che non ha PEC si usa la raccomandata A/R. Prima di arrivare qui, però, spesso basta molto meno: un sollecito di pagamento gentile su WhatsApp risolve la maggior parte dei ritardi. La guida fattura non pagata, cosa fare spiega l'intera sequenza.

Dopo la messa in mora: il decreto ingiuntivo

Se il termine concesso scade senza pagamento, il passo successivo è il decreto ingiuntivo: con l'aiuto di un legale si chiede al giudice di ingiungere il pagamento, e la fattura accettata è prova scritta sufficiente (art. 633 c.p.c.). Il debitore ha in genere 40 giorni per fare opposizione; se non lo fa, il decreto diventa esecutivo. Nella maggior parte dei casi, però, la messa in mora basta a farsi pagare senza arrivare in tribunale. La guida sollecito, messa in mora e decreto ingiuntivo mette a confronto i tre gradini.

Domande frequenti

Che cos'è la messa in mora?

La messa in mora (o costituzione in mora) è l'atto formale, previsto dall'art. 1219 del Codice civile, con cui il creditore intima ufficialmente al debitore il pagamento di quanto dovuto. A differenza di un sollecito informale, fa decorrere gli interessi di mora e interrompe la prescrizione del credito.

Come si scrive una lettera di messa in mora?

Deve indicare con chiarezza creditore e debitore, il credito (numero e importo della fattura, data di scadenza), la richiesta esplicita di pagamento entro un termine preciso, e il richiamo all'art. 1219 c.c. Lo strumento qui sopra la compila per te con questi elementi, inclusi interessi e costi di recupero.

Come va inviata la messa in mora?

Per avere data certa va inviata tramite PEC oppure raccomandata A/R. Sono i canali che danno prova del ricevimento, indispensabile perché l'atto produca i suoi effetti (decorrenza degli interessi e interruzione della prescrizione).

Quale termine concedere per il pagamento?

Di norma si concede un termine breve ma ragionevole, in genere 15 giorni dal ricevimento. Il fac simile generato dallo strumento usa proprio questo termine, che puoi modificare prima di inviare.

La messa in mora include gli interessi?

Sì. La lettera generata riporta gli interessi di mora calcolati secondo il D.Lgs. 231/2002 (saggio del primo semestre 2026: 10,15%) e, se lo attivi, il risarcimento forfettario di 40 euro per i costi di recupero, con il totale dovuto aggiornato a oggi.

La messa in mora si può inviare via email o WhatsApp?

Un'email semplice o un messaggio WhatsApp non danno prova certa del ricevimento, quindi non sono adatti per gli effetti pieni della messa in mora: per quelli servono la PEC o la raccomandata A/R. WhatsApp resta invece ottimo per i solleciti nelle fasi precedenti, quando l'obiettivo è solo farsi leggere.

Serve un avvocato per la messa in mora?

No. La messa in mora è una lettera, non un atto giudiziario: puoi scriverla e inviarla da solo, per esempio con il fac simile qui sopra. L'avvocato diventa utile nel passaggio successivo, il decreto ingiuntivo, se il credito resta insoluto.

Quanto costa inviare una messa in mora?

Inviarla da soli costa pochissimo: la PEC è compresa nel canone della casella, la raccomandata A/R poche euro. Diventa più onerosa solo se ti affidi a un legale, passaggio che di norma serve dal decreto ingiuntivo in poi.

Il modello è generico e non costituisce consulenza legale. Per il recupero del credito e i casi formali rivolgiti a un professionista. Calcola gli interessi di mora.