Quale strumento serve nel tuo caso
Recuperare una fattura non pagata è quasi sempre una scala, non un singolo gesto. Gli strumenti qui sopra seguono proprio quei gradini, dal promemoria gentile fino all'atto formale, così usi quello giusto al momento giusto.
Il sollecito di pagamento è il primo passo: un fac simile da compilare che genera il messaggio in tre livelli di tono (promemoria, sollecito formale, ultimo avviso), pronto da inviare su WhatsApp, via email o come lettera. Nella maggior parte dei casi basta questo, perché il ritardo è una semplice dimenticanza.
Se il sollecito resta senza esito, si passa alla messa in mora: la lettera formale ai sensi dell'art. 1219 c.c. che fa decorrere gli interessi e interrompe la prescrizione del credito. Lo strumento la compila con interessi e 40 € di costi di recupero già inseriti, pronta da inviare via PEC o raccomandata A/R.
Per sapere quanto chiedere in più, il calcolo interessi di mora applica il saggio di legge (D.Lgs. 231/2002) all'importo e ai giorni di ritardo, e genera la stessa lettera con i numeri già dentro.
Se invece vuoi misurare il problema prima di agire, il calcolo del DSO ti dice in quanti giorni, in media, incassi le fatture, e il calcolo del costo dei ritardi mette un numero in euro su quanto ti pesano i pagamenti in ritardo in un anno.
Tutti gli strumenti sono gratuiti, senza registrazione e funzionano nel browser: compili, copi e mandi. Se vuoi capire l'intera procedura, le guide su fatture e solleciti spiegano cosa fare passo per passo quando una fattura non viene pagata. E quando vuoi che i solleciti partano da soli, al momento giusto, c'è Saldami.